Il futuro antico del cibo. Carlo Levi opere 1922-1973

Il Futuro antico del Cibo.
Carlo Levi / Opere 1922 – 1973

Palazzo Lanfranchi [Sala Levi]

Matera 3.12.18 > 10.01.19

Inaugurazione

Lunedì 3 dicembre h 18.00

 Ingresso libero

 

 

«Dalle ringhiere del balcone pendevano e dondolavano pigre al vento le trecce di fichi, nere di mosche che correvano a sorbirne gli ultimi umori, prima che la vampa del sole li aesse tutti succhiati. Davanti all’uscio, sulla strada, sotto agli stendardi neri seccavano al sole, su tavole dai bordi sporgenti, liquide distese color del sangue di conserva di pomodoro» [Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 1945].

 

In occasione in occasione Anno Internazionale del Cibo italiano 2018, il Polo Museale della Basilicata, la Fondazione Carlo Levi di Roma e il Centro Carlo Levi di Matera presentano la mostra Il futuro antico del cibo. Carlo Levi opere 1922 – 1973, allestita a Matera, nella Sala Levi del Museo di Palazzo Lanfranchi.

 

L’esposizione sarà inaugurata Lunedì 3 dicembre 2018 alle ore 18.00. Interverranno la  Direttrice del Polo Museale Marta Ragozzino, Marcella Marmo in rappresentanza della Fondazione Levi e Lorenzo Rota, Presidente del Centro Carlo Levi.

 

Il futuro antico del cibo raccoglie venticinque opere, nature morte e quadri anche poco conosciuti e inediti, tutti ispirati al cibo, tematica quasi onnipresente nella produzione artistica di Carlo Levi. La selezione espositiva parte dall’intimità familiare degli anni giovanili passando alle dense cromie espressioniste degli anni Trenta fino alla più cupe e livide nature morte degli anni della guerra, per arrivare alle opere conviviali degli anni Settanta. Carlo Levi racconta nei suoi quadri il sud della povertà e della ricchezza culturale, ma anche la ricchezza dei colori della natura.

 

Accompagna la mostra un dépliant in cui è riportato un passo dell’articolo di Carlo Levi  dal titolo Non toglieteci il pane – pubblicato la prima volta sul quotidiano torinese La Stampa nel 1959 – che anticipa la sua battaglia in Parlamento contro una legge del 1965 che prevedeva la chiusura dei forni a legna e l’adozione dei forni elettrici. L’ostinazione di Levi permise di salvare l’uso della cottura tradizionale a legna per cuocere il pane casareccio e la pizza.

 

La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2019, nei consueti orari di apertura al pubblico del Museo
[Lunedì – Domenica 9.00-20.00; Mercoledì 11.00 – 20.00].

 

Per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale del Polo Museale della Basilicata www.musei.basilicata.beniculturali.it e la pagina FB Palazzo Lanfranchi.

Carlo Levi e la Basilicata – Dal confino a Italia ’61

Carlo Levi e la Basilicata: dal confino a Italia ‘61

Inaugurazione lunedì 26 novembre 2018, ore 18

presso la sede della Fondazione Giorgio Amendola e della Associazione lucana Carlo Levi

in via Tollegno, 52 – Torino

 

 

La mostra ha come promotori la Fondazione Giorgio Amendola -Associazione lucana Carlo Levi, la Fondazione Carlo Levi e il Polo Museale Regionale della Basilicata.

 

La mostra resterà aperta sino al 28 febbraio 2019

 

Ingresso libero

Catalogo in galleria

orario: lunedì – venerdì ore 10-12.30, 15.30-19.00, sabato ore 10-12.30

domenica e visite guidate su prenotazione tel.+fax 0112482970 – 3482211208

Le Violon d’Ingres – Roma

Le Violon d’Ingres

Accademia di Francia  – Villa Medici

1 novembre 2018- 3 febbraio 2019- Roma

Le Violon d’Ingres è una mostra nata da un dialogo tra la curatrice e l’artista Christian Boltanski, una mostra d’eccezione sulle pratiche trasversali e radicali di personalità geniali di tutti i tempi.

Incentrata sulla figura di Victor Hugo e su una selezione rigorosa e sorprendente di suoi disegni – da molti artisti contemporanei considerati sempre più di grande ispirazione –, l’esposizione presenta al contempo le passioni e le ossessioni, meno conosciute dal pubblico, di figure straordinarie come Guillaume Apollinaire, Antonin Artaud, Samuel Beckett, Jean Cocteau, Sergueï Mikhailovich Eisenstein, Federico Fellini, Jean Genet, Sacha Guitry, Franz Kafka, Pierre Klossowski, Carlo Levi, René Magritte, Nelson Mandela, Louise Michel, Pier Paolo Pasolini, Arnold Schönberg, e dei contemporanei Etel Adnan, Chantal Akerman, Christian Boltanski, Chris Kraus, Pierre Guyotat, Abbas Kiarostami, David Lynch, Patti Smith e Robert Wilson. 

Il progetto intende mostrare come l’idea di creazione artistica non possa essere ridotta o incasellata all’interno di griglie disciplinari, ma trovi linfa proprio dalla contaminazione tra pratiche e ambiti diversi, che concorrono alla formazione di poetiche, visioni e cambi di direzione a prescindere dal contesto – politico, letterario, filosofico, artistico, musicale…

All’interno del percorso espositivo un omaggio al nostro artista con la presentazione di ventuno opere che raccontano il percorso artistico leviano.

 

INFORMAZIONI:

Orari di apertura:
da martedì a domenica: dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30)
chiusa il lunedì

Apertura: 1 novembre 2018 – 3 febbraio 2019

per ulteriori informazioni Villa Medici

Comunicazione di servizio

Comunicazione

Dal 19 ottobre al 27 ottobre il numero telefonico della Fondazione è momentaneamente sospeso.

E’ possibile contattarci al numero provvisorio 0689220533 oppure attraverso l’indirizzo mail carlolevifondazione@gmail.com

 

 

Carlo Levi a Eboli

Il futuro antico del cibo

Carlo Levi  opere 1922-1971

Fondazione Gaeta – Centro  studi Carlo Levi

Eboli – Sanatrix Nuovo Elaion

 

Inaugurazione:  Venerdì 13 Luglio, alle ore 19:00

Per la prima volta 25 opere originali sono esposte dal 13 luglio al 23 ottobre ad Eboli, presso il salone dei congressi del “Sanatrix Nuovo Elaion”.
L’esposizione arrivata ad Eboli, dopo la tappa romana, presenta accanto a opere note, alcuni  lavori poco conosciuti e inediti tutti ispirati al tema del cibo, tematica presente in tutta la produzione artistica di Carlo Levi.

L’evento rientra nel programma del VI Concorso nazionale e internazionale Artistico – Letterario e Video Fotografico C. Levi 2018. Quest’anno il tema è incentrato sui “Cambiamenti climatici, fenomeni migratori e modifiche del paesaggio nel Mediterraneo contemporaneo”.

Il concorso è dedicato alla memoria del giornalista lucano Rocco Brancati, già membro del comitato scientifico della “Fondazione Luigi Gaeta” che ha organizzato l’evento.

 


Informazioni

Sede: Salone dei congressi del “Sanatrix Nuovo Elaion”- Eboli

Orari: lunedì – martedì – giovedì 17-20;

mercoledì – venerdì 10.30-13.00

Contatti: Fondazione Gaeta

 

Per tutte le informazioni sul Concorso e per scaricare il bando clicca QUI

 

Mostra Il futuro antico del cibo – Carlo Levi opere 1922-1971

Il futuro antico del cibo

Carlo Levi  opere 1922-1971

7 giugno – 7 luglio 2018

Fondazione Carlo Levi

 

Inaugurazione:  giovedì 7 giugno  2018 ore 18.00

 

La Fondazione Carlo Levi in occasione della proclamazione del 2018 come Anno del Cibo italiano propone, presso la propria sede, una mostra dal titolo  Il futuro antico del cibo  Carlo Levi  opere 1922-1971

 “Dalle ringhiere del balcone pendevano e dondolavano pigre al vento le trecce di fichi, nere di mosche che correvano a sorbirne gli ultimi umori, prima che la vampa del sole li avesse tutti succhiati. Davanti all’uscio, sulla strada, sotto agli stendardi neri seccavano al sole, su tavole dai bordi sporgenti, liquide distese color del sangue di conserva di pomodoro.“ (Carlo Levi Cristo si è fermato a Eboli, 1945).

L’esposizione presenta accanto a opere note, alcuni  lavori poco conosciuti e inediti tutti ispirati al tema del cibo, tematica presente in tutta la produzione artistica di Carlo Levi. La selezione espositiva parte dunque dall’intimità familiare degli anni giovanili passando alle dense cromie espressioniste degli anni Trenta fino alla più cupe e livide nature morte degli anni della guerra per arrivare alle opere conviviali degli anni Settanta.

La mostra sarà visitabile presso i locali della Fondazione Carlo Levi in via Ancona 21 dal 8 giugno al 6 luglio 2018


Informazioni

Sede: Fondazione Carlo Levi, via Ancona 21- 00187 Roma

Orari: lunedì – martedì – venerdì 15.30-19.00;

mercoledì – giovedì 10.00-13.00

Contatti: 06. 44230740     info@carlolevifondazione.it

Giorno della Memoria – 27 gennaio 2018

La Fondazione Carlo Levi partecipa a “La Shoah dell’Arte. IV edizione” nel Giorno della Memoria 2018 con l’apertura straordinaria della sede e la presentazione di alcune opere realizzate da Carlo Levi durante gli anni della guerra.

Le opere saranno accompagnate da alcune schede realizzate dagli studenti del Liceo Ginnasio Statale “Dante Alighieri” di Roma.

La casa bombardata 1942
Dopo aver ricevuto la notizia che uno dei più grandi bombardamenti di Torino causò la distruzione della sua casa, Levi si recò sul luogo e vide la casa paterna quasi interamente demolita. Nella rappresentazione, oltre alle rovine dell’abitazione, è visibile il corpo di un uomo morto, il quale mette in risalto la drammaticità dell’evento. Le mura distrutte del bombardamento identificano l’animo ormai dilaniato del pittore.I quadri lacerati simboleggiano la cultura decaduta e corrotta del tempo.

Campo di concentramento o le donne morte ( il lager presentito), 1942

Carlo Levi dipinse il quadro a Firenze nel 1942. Prima ancora che si scoprissero i lager, il pittore dipinse mucchi di cadaveri scheletriti, rappresentazione di una premonizione che solo dopo tre anni divenne realtà.Corpi magrissimi e ammassati l’uno sopra l’altro mostrano la drammaticità degli eventi accaduti in quegli anni e fin dove si possa spingere la cattiveria e la crudeltà di un uomo.Le donne sembrano, dalle posizione in cui sono accatastati i loro corpi, liberare le urla represse causate dai tanti torti subiti.Allo stesso tempo è chiaramente visibile la concezione dell’uomo come bestia, privato da tutto ciò che possiede.

La guerra partigiana 1944

“…noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma. […]” (Cristo si è fermato ad Eboli). La drammaticità della condizione umana, che Levi voleva trasmettere, è entrata prepotentemente nel nostro animo. E’ difficile parlare di argomenti così forti e profondi; lontano dal nostro immaginario ma così vicini (per umanità). E’ impossibile per noi riconoscere un uomo nella rappresentazione perché è impensabile che un uomo possa essere ridotto in questo stato. Come un animale. Un animale pronto al macello. Nonostante la situazione di guerra sullo sfondo, la rosa bianca sta a simboleggiare l’innocenza e la purezza di coloro che la guerra l’hanno solo subita.

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