Incontro culturale Musa plebea. Fuga dagli estetismi

La Fondazione Carlo Levi, in collaborazione con l’Associazione dei lucani a Roma e l’Associazione Pier Paolo Pasolini, organizza un incontro culturale dedicato alle riflessioni nate dall’opera

Musa plebea. Fuga dagli estetismi  di Nicola Filazzola. 

venerdì 19 giugno 2026 ore 18,00 Fondazione Carlo Levi – Via Ancona 21- Roma

Il volume raccoglie poesie, disegni e scritti che esplorano con coerenza il legame vitale tra natura e cultura, fondamento di ogni civiltà.

Interverranno:

Daniela FontiPresidente Fondazione Carlo Levi

Marcello PittellaPresidente consiglio regionale della Basilicata

Eleonora LocuratoloPresidente Associazione lucani a Roma

Presentazione del volume Fotografi siciliani del Novecento di Monica Maffioli

Presentazione del volume di Monica Maffioli
Fotografi siciliani del Novecento

Giovedì 18 giugno 2026, alle ore 17.00
Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli
via Poli 54, Roma


Interverranno:

Fabio De ChiricoDirettore ICG

Daniela FontiPresidente Fondazione Carlo Levi

Giovanni FiorentinoPresidente SISF

Andrea AmicoPresidente UNCI Nazionale

Maria Francesca Bonetti,
Tommaso Casini
Giuseppe Di Piazza
Silvia Trisciuzzi.


Sarà presente l’autrice

Comunicato stampa

In libreria dal 10 giugno 2026, per Giunti Editore, Fotografi siciliani del Novecento di Monica Maffioli, storica dell’arte e della fotografia, il libro che presenta un’inedita narrazione unitaria della storia della fotografia siciliana del Novecento, mettendo a fuoco le sue specificità identitarie e culturali, in un alternarsi tra elementi di ‘sicilianità’ e istanze di ‘radicale sconfinamento’.

Prodotto dalla Fondazione Carlo Levi di Roma, il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il volume non segue le direttrici metodologiche che fino ad oggi hanno connotato gran parte degli studi storico-fotografici svolti in Italia, generalmente articolati secondo macro categorie, come la produzione amatoriale e professionale, documentaria e artistica, sociale e di ricerca, riferite per lo più a una visione nordcentrica; criteri che hanno contribuito a consolidare intorno a un ristretto numero di personalità ‘eccellenti’ la conoscenza della fotografia italiana ed esclusivamente alla celebrazione di alcuni ‘maestri’ della fotografia siciliana.
Fotografi siciliani del Novecento dà voce invece a una collettività di interpreti, ignoti ai più, che tuttavia, nel loro insieme, hanno profondamente contribuito alla definizione di un’identità specifica della narrazione visiva italiana e di quella siciliana.
Maffioli precisa che «la volontà di compiere oggi una ricerca sulla fotografia del Novecento non nasce solo dalla necessità di approfondire l’indagine su coloro che ne sono stati gli autori e che in vario modo hanno contribuito alla nostra cultura visiva, ma anche dalla consapevolezza che, con la fine del XX secolo, si è conclusa una storia della fotografia e altre storie si stanno scrivendo nella contemporaneità».
Dagli ultimi due decenni dell’Ottocento la Sicilia è oggetto di una narrazione letteraria che si avvale dell’uso della fotografia come strumento visivo primario per una maggiore adesione del racconto alla realtà; il legame tra testo e immagine fotografica sembra essere, più che in altri luoghi della nostra penisola, uno dei connotati specifici della produzione siciliana, dove la grande tradizione letteraria degli scrittori appare saldarsi con la trascrizione figurativa della realtà sociale e culturale, entrambe forme di narrazione capaci di documentare e interpretare la complessa storia politica, sociale, economica, antropologica e culturale dell’isola.
Complessità che si trasforma in sensibilità nei confronti della poetica dei linguaggi, verbali e visivi. Documenti, memorie, racconti fotografici, offerti da una pluralità di sguardi interni alla stessa isola, non da coloro che l’hanno percorsa da ‘forestieri’, partiti dal continente per scoprire l’isola ‘immaginifica’, ma da chi vi è nato, qui ha le sue radici ed è capace di riconoscere le “cento Sicilie”, amandole e maledicendole, a volte allontanandosene.
Il libro segue una partizione temporale articolata in quattro sezioni, che attraversano il Novecento e restituiscono, di volta in volta, mutazioni di sguardo e di linguaggio. Al passaggio del secolo apre il racconto a cavallo tra Otto e Novecento, tra esposizioni fotografiche, cultura del Grand Tour, terremoto del 1908 e Promosso da Pubblicato da Partner culturali Con il contributo di costruzione di un immaginario dell’isola oscillante tra stereotipo e narrazione verista, dove convivono figure
di letterati e artisti, come Federico De Roberto, Giovanni Verga, Wilhelm von Gloeden, e atelier locali, ad esempio di Crupi, Incorpora, Mauro, impegnati nella rappresentazione di una Sicilia insieme reale e mitizzata.
Con Imago loci. Espressioni identitarie della fotografia siciliana nella prima metà del Novecento emergono il consolidarsi di modelli visivi e le loro incrinature, tra fotografia artistica e pratiche vernacolari, fino alle tensioni sociali e politiche che attraversano immagini e territori, tra sperimentazioni e propaganda (Eugenio Bronzetti, Adele Gloria, Angelo Maltese, Luigi Pirrone). Nella sezione Il secondo dopoguerra: le stagioni della fotografia neorealista e umanista il racconto si sposta sul piano dell’indagine e dell’impegno: la fotografia documenta le diseguaglianze, le trasformazioni sociali e le ferite del Sud, come nelle inchieste sulle condizioni abitative o nelle esperienze editoriali come la rivista «Sicilia», alla quale partecipano autori che fanno della fotografia uno strumento di testimonianza e allo stesso tempo di ricerca autoriale (Calogero Cascio, Fosco Maraini, Melo Minnella, Nicola Scafidi, Enzo Sellerio). Infine, Ri-conoscere l’isola: vista da dentro, vista da fuori segna il passaggio a uno sguardo sempre più consapevole e plurale: dai reportage sulla mafia alle indagini di carattere sociale, fino ai nuovi linguaggi visivi che ridefiniscono il rapporto tra chi guarda e il territorio (Letizia Battaglia, Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, Giuseppe Tornatore). Completa il volume una sezione di ‘Apparati’ tra cui il Repertorio dei fotografi, circa 300 schede biografiche che costituiscono la prima mappatura degli autori siciliani attivi nel XX secolo e un indispensabile
supporto per la ricerca storico fotografica.

Fotografi siciliani del Novecento restituisce così una storia corale, fatta di sguardi molteplici e spesso invisibili, che nel loro insieme ridisegnano l’immagine dell’isola e il suo posto nella cultura visiva italiana.


Monica Maffioli è Vicepresidente della SISF dal 2015. Dal 1998 al 2014 è stata curatrice degli archivi e delle collezioni museali della Fratelli Alinari oltre che direttrice scientifica della Fondazione Fratelli Alinari per la Storia della Fotografia. Società italiana per lo Studio della Fotografia; fa parte del comitato scientifico della rivista “RSF. Rivista di Studi di Fotografia” in cui ha pubblicato diversi saggi. Con un approccio alla ricerca che si riconosce nei visual studies, i suoi studi contribuiscono in particolare alla conoscenza e valorizzazione dei patrimoni fotografici italiani del XIX e XX secolo, dando luogo anche alla realizzazione di numerose mostre e pubblicazioni; tra le più recenti, Le raccolte fotografiche storiche nelle Accademie di Belle Arti e nelle Scuole di arti applicate (Forum, 2024); Storie della fotografia in Italia (Pearson, 2024); Calogero Cascio. Picture Stories 1956-1971 (Silvana editoriale, 2021).

Presentazioni
ROMA
Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli 54
Giovedì 18 giugno 2026, ore 17
PALERMO
Accademia di Belle Arti di Palermo, via Papireto 22, ore 18
Giovedì 8 ottobre 2026, ore 17
FIRENZE
Giunti Odeon, piazza degli Strozzi
Venerdì 20 novembre 2026, ore 18.30

Ufficio stampa Fotografi siciliani del Novecento
Valentina Notarberardino
E-mail: valentina.notarberardino@gmail.com
Tel.: 333.4872200

Presentazione del volume Inventare la memoria: giovinezza e antifascismo

Presentazione del volume a cura di Elisa Donzelli
INVENTARE LA MEMORIA: GIOVINEZZA E ANTIFASCISMO
Lalla Romano, Mario Soldati, Carlo Levi

Mercoledì 22 aprile 2026, alle ore 17.30
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
via Michelangelo Caetani, 32, Roma

Saluti: Giuseppina Mussari.
Intervengono: Sonia Gentili, Filippo La Porta, Massimiliano Tortora.

Sarà presente l’autrice.

«Una giovinezza inventata, che diventa verità nella vecchiaia» è la frase di Elias Canetti con cui Lalla Romano apre il romanzo del 1979 “Una giovinezza inventata”, nel quale ha raccontato la propria vita di ragazza nella Torino degli anni venti. Una vicenda simile riguarda lo scrittore, sceneggiatore e regista torinese Mario Soldati, coetaneo e amico di Lalla Romano, pure lui diventato adulto in quella città dove, negli anni «misteriosi e ruggenti», operarono Gramsci e Gobetti. Anche Carlo Levi, nato a Torino nel 1902, si forma e cresce nella particolarissima temperie culturale della città subalpina. Il libro, frutto di un intenso scavo archivistico, intreccia alcune tappe decisive del percorso autobiografico dei tre scrittori piemontesi alla ricerca di affinità e differenze sul piano individuale e su quello della ricostruzione e della testimonianza storica. Con l’utilizzo di materiali inediti, l’autrice indaga la dialettica tra memoria e invenzione intesa come dinamica solo apparentemente impossibile della scrittura narrativa di matrice autobiografica. Ma questo libro è anche occasione di una riflessione trasversale sulla storia della cultura novecentesca e sui confini tra diversi linguaggi, là dove letteratura, arte, storia, antropologia, psicanalisi interagiscono nella formazione di una consapevolezza individuale e collettiva che getta le basi per una “relazione amorosa” con il mondo e la politica.

Diretta sul canale FB della Biblioteca https://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna

In collaborazione con: Biblioteca di Storia moderna e Contemporanea, Marsilio Editori, Scuola Normale Superiore di Pisa, Fondazione Carlo Levi

Sonia Gentili professoressa ordinaria di Letteratura Italiana (Sapienza Università di Roma), è saggista (ultimo volume: L’idea di poesia nel Medioevo, Viella 2024), poetessa (tra le varie raccolte: Viaggio mentre morivo, Aragno, 2015, premio Viareggio e premio Pisa; Un giorno di guerra, Aragno 2024, premio Gozzano e premio Città di Penne), narratrice (I filosofi, Castelvecchi, 2019), autrice
per ragazzi (Favole per credere alle favole, Ali Ribelli, 2022). Collabora col quotidiano “Il Manifesto”.

Filippo La Porta saggista e critico letterario.

Giuseppina Mussari è direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.

Massimiliano Tortora insegna Letteratura italiana contemporanea presso Sapienza Università di Roma. È co-direttore di “L’Ellisse. Studi storici di letteratura italiana”, de “La modernità della Scuola” e del CEMS (Centre for European Modernism Studies).

L’autrice Elisa Donzelli insegna Letteratura italiana contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Critica letteraria, poetessa, editrice di poesia, è fondatrice del Premio Nazionale Poesia del Mezzogiorno e fa parte di giurie e comitati di premi letterari, tra i quali il comitato scientifico del Premio Strega Poesia della Fondazione “G. e M. Bellonci”.

Mostra: Carlo Levi e il Polesine. Arte, politica e cronache dalla terra dei grandi fiumi

Il Comune di Lendinara, in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi, organizza una mostra dedicata a Carlo Levi, un percorso tra arte, storia e impegno civile.

Un’occasione per approfondire la figura di uno dei grandi protagonisti del Novecento e il suo legame con il territorio, attraverso opere, racconti e testimonianze.

La mostra sarà visitabile dal 24 aprile al 18 luglio 2026
Orari: dal martedì al venerdì: 9.30 – 18.00
sabato: 9.00 – 13.00
domenica: 15.00 – 18.00

Presentazione del saggio grafico “Carlo Levi 1973”

La Fondazione Carlo Levi e l’Associazione Pasolini presentano il saggio grafico

Carlo Levi 1973. La Storia e il corpo, la malattia e la cura

venerdì 17 aprile 2026 alle ore 17,30
Fondazione Carlo Levi
Via Ancona 21 – Roma

Interverranno gli autori del Collettivo Action 30

Performance di disegno live Giuseppe Palumbo

Un saggio che mescola fumetto, riflessione storica e politica, narrazioni e documenti, nello stile della collana Graphic Essays – Action30.

1973. Carlo Levi viene ricoverato per un grave distacco della retina, causato dal diabete. In condizione di parziale cecità, fa costruire una griglia di metallo da applicare su un quaderno, grazie alla quale riuscirà a scrivere un lungo diario.
Gli darà il nome di “Quaderno a cancelli”, in omaggio a un verso di Rocco Scotellaro. Tra queste pagine, Levi scrive che la storia umana, più che sulle pagine dei libri di storia, dovrebbe essere letta come storia delle malattie, attraverso le tracce che esse lasciano sui corpi.
.

Action30 è un gruppo di ricercatori e artisti che indaga sulle nuove forme di razzismo e fascismo attraverso l’analogia con gli anni ’30 del secolo scorso. Alla ricerca di una via di fuga tra la trasmissione accademica del sapere e lo spettacolo come semplice entertainment, il collettivo sperimenta dal 2005 forme ibride di trasmissione e condivisione della cultura, intervenendo in ambiti diversi: produzione editoriale, realizzazione di mostre, performance, spettacoli, videoclip e cortometraggi, proposta di “situazioni didattiche” (conferenze, seminari, interventi in istituti scolastici e universitari, workshop).

INFORMAZIONI:

Luogo: Fondazione Carlo Levi, Via Ancona 21-  Roma

Data: venerdi 17 aprile 2026 ore 17,30

Contatti: 06-44230740; carlolevifondazione@gmail.com

Ingresso: gratuito­

https://www.action30.net

L’immagine di Carlo Levi: ritratti fotografici e autoritratti

Per il ciclo Lo sguardo di Narciso. Carlo Levi tra cinema e fotografica la Fondazione Carlo Levi è lieta di invitarvi a un inedito viaggio visivo nel cuore del secolo scorso

giovedì 26 marzo 2026 alle ore 17,30
Fondazione Carlo Levi
Via Ancona 21 – Roma

Attraverso l’immensa raccolta fotografica costituita dall’autore per tutta la vita, esploreremo una straordinaria galleria di ritratti (in alcuni casi mai visti) firmati dai maestri della fotografia mondiale: da Henri Cartier-Bresson a David Seymour, passando per Leslie Gill, Douglas Glass, Marc Riboud, Paolo Monti e Agnese De Donato.

Questi scatti leggendari hanno saputo catturare l’essenza di un uomo divenuto icona globale dopo la pubblicazione di Cristo si è fermato a Eboli (1945), e il suo enorme successo negli Stati Uniti (1947), rivelando il suo fitto intreccio di relazioni con l’intellighenzia internazionale.

L’incontro, guidato da Maria Francesca Bonetti insieme ad Antonella Lavorgna, approfondirà il legame tra Levi e l’obiettivo fotografico, mettendolo in dialogo con la sua prolifica produzione di autoritratti pittorici, iniziata fin dagli anni Venti, quale aspetto centrale e ‘specchio’ della sua biografia umana e creativa.    

INFORMAZIONI:

Luogo: Fondazione Carlo Levi, Via Ancona 21-  Roma

Data: giovedì 26 marzo ore 17,30

Contatti: 06-44230740; carlolevifondazione@gmail.com

Ingresso: gratuito­

Sarà possibile visitare la mostra in corso Il popolo lucano di Carlo Levi. Memoria e fotografia di Domenico Notarangelo

Villa Strohl-fern: dove l’arte si incontra

La Fondazione Carlo Levi Ets e l’Associazione Amici di Villa Strohl-fern organizzano un’apertura straordinaria dello storico studio Trombadori e della splendida Villa Strohl-fern

Villa Strohl-fern: dove l’arte si incontra

sabato 7 marzo 2026 alle ore 11.00
Via di Villa Ruffo 31- Roma

Studio n.12 di Francesco Trombadori:
Varcare la soglia dello studio Trombadori significa immergersi in uno dei pochissimi atelier d’artista dell’Ottocento romano rimasti immutati. Tra la suggestiva scala lignea e la luce che piove dall’ampio lucernario, lo spazio conserva ancora l’anima del pittore grazie agli arredi d’epoca e alla sua preziosa collezione di libri e documenti. Il valore storico del luogo è tale da aver ottenuto il vincolo ministeriale già nel 1985.

Villa Strohl-Fern:
Situata a ridosso di Piazza del Popolo e confinante con Villa Borghese, la tenuta di Villa Strohl-Fern si estende per circa 8 ettari come un’oasi di pace nel cuore di Roma. Fondata nel 1880 dal nobile alsaziano Alfred Wilhelm Strohl-Fern, artista e mecenate visionario, la villa divenne una vera “cittadella delle arti”. Per decenni, Strohl-Fern offrì ospitalità a talenti italiani e internazionali in studi-abitazione semplici ma funzionali, caratterizzati dai tipici lucernari e immersi in un rigoglioso parco romantico, tra cui figurarono, solo per citarne alcuni, Francesco Trombadori, Cipriano Efisio Oppo, Nino e Pasquarosa Bertoletti, il poeta Rainer Maria Rilke, le ballerine Jeanne, Leonie e Lily Braun e Carlo Levi, che dopo la guerra contribuì a restituire alla Villa il ruolo di crocevia della cultura romana, trasformando il suo studio in un fecondo laboratorio di idee e incontri.

INFORMAZIONI:
Evento gratuito. Posti limitati
Prenotazione obbligatoria

Mostra: Il popolo lucano di Carlo Levi. Memoria e fotografia di Domenico Notarangelo

La Fondazione Carlo Levi ETS ospita a Roma la mostra “Il popolo lucano di Carlo Levi. Memoria e fotografia di Domenico Notarangelo”, promossa dall’Associazione culturale Pier Paolo Pasolini di Matera, dalla Fondazione Carlo Levi ETS, ideata e curata da Giuseppe Decio Notarangelo, Antonio Notarangelo e Stefano Di Tommaso.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 17.00 presso la sede della Fondazione, in via Ancona 21, Roma. La mostra sarà visitabile fino al 17 aprile 2026.

L’esposizione propone un percorso visivo e culturale che intreccia l’opera e il pensiero di Carlo Levi con lo sguardo fotografico di Domenico Notarangelo, restituendo la profondità umana, sociale e simbolica della Lucania e del mondo contadino del secondo Novecento. La mostra è incentrata sul rapporto personale, culturale, politico e umano che lo stesso Domenico Notarangelo ebbe con Carlo Levi nel quindicennio 1960-1975, culminato nell’organizzazione dei funerali svoltisi ad Aliano, dove Carlo Levi era stato confinato nel 1935/36.

“Il progetto riflette ‘sull’ascolto’ di Carlo Levi come modo di abitare il mondo unendo passato e presente nella scrittura e nella pittura, dichiarano i curatori Giuseppe Decio Notarangelo, Antonio Notarangelo e Stefano Di Tommaso, visione che trova una naturale prosecuzione nelle fotografie di Domenico Notarangelo, che documentano Levi, la Lucania e il popolo lucano con uno sguardo capace di coglierne la dignità, la memoria e una verità umana ormai distante, ma ancora intensamente viva, attuale”.

Un nucleo significativo della mostra è dedicato alle immagini realizzate da Domenico Notarangelo durante la lavorazione del film Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi (1979), al quale il fotografo collaborò attivamente, instaurando un rapporto di profonda intesa artistica e umana con il regista e con l’attore protagonista Gian Maria Volonté.

Le immagini di Domenico Notarangelo, in gran parte inedite, realizzate nel corso di decenni di frequentazione dei luoghi e delle persone raccontate da Levi, non si limitano alla testimonianza documentaria, ma penetrano nella dimensione intima delle presenze ritratte, restituendo la compresenza dei tempi e la persistenza delle tracce lasciate dalla storia, dal lavoro e dalle relazioni umane.

“La mostra si configura come un omaggio a due figure centrali della cultura italiana del Novecento, dichiara Daniela Fonti Presidente della Fondazione Carlo Levi ETS e come un atto di restituzione della memoria collettiva del Mezzogiorno, riaffermando il valore civile, poetico e politico dello sguardo”.

Informazioni:
Fondazione Carlo Levi, Via Ancona 21, Roma
Inaugurazione: venerdì 27 febbraio 2026, ore 17:00
Apertura al pubblico: 28 febbraio – 17 aprile 2026

Orari: LUN-MAR-VEN 9:30/13:00 GIO 15:30/18:30,

Chiusura giorni festivi, Ingresso libero.