Carlo Levi e Italo Calvino: una «particolare predilezione e amicizia»

 

Carlo Levi e Italo Calvino: il ritratto come «espressione riflessa»

Avevamo stabilito, con Italo Calvino, che avrei ogni anno, e per sempre, dipinto un suo ritratto. Ciò fu fatto dal 1959 alla fine del 1965. In seguito Calvino andò a vivere con la moglie a Parigi, e le occasioni per continuare il proposito vennero a mancare. I nove ritratti (oltre a un decimo e a un disegno che qui non compaiono) seguono momenti e intenzioni diverse dello scrittore come trasposizione non priva di un suo potere in un mondo diverso, segretamente legati alla sua vita.

Con questa nota del 5 febbraio 1974 di un’agenda custodita presso la Biblioteca Renzo Deaglio di Alassio, Carlo Levi fa riferimento a una serie di dieci ritratti di Italo Calvino eseguiti tra il 1959 e il 1965. Nove di questi dipinti vengono esposti per la prima volta insieme nella mostra antologica allestita a Mantova nell’autunno dello stesso 1974, recuperando l’appunto manoscritto nella didascalia che accompagna le riproduzioni delle opere nel catalogo (Levi 1974a). Dopo la morte di Levi la stessa serie viene riproposta nel 1977 nella mostra Carlo Levi si ferma a Firenze curata da Carlo Ludovico Ragghianti, poi a Roma nell’esposizione intitolata “Il futuro ha un cuore antico”. Opere scelte dal 1922 al 1972 (Levi 1993), seguita nel 2001 da una selezione meno ampia per la Pinacoteca Provinciale di Potenza (Levi 2001), mentre nel 2023 otto ritratti della collezione tornano in esposizione a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, in occasione della mostra Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte (Levi 2023).

Leggi il testo di presentazione completo a cura di Luca Beltrami

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Testo presentazione: Luca Beltrami

Testi schede: citazioni tratte da saggi di Italo Calvino

Immagini schede: Opere di Carlo Levi

Progetto: Daniela Fonti, Antonella Lavorgna

Allestimento e testi descritti: Antonella Lavorgna

 

Si ringraziano per l’amichevole collaborazione:

gli eredi di Italo Calvino, la casa editrice Mondatori, l’erede di Carlo Levi.

 

 

Il progetto rientra nelle attività realizzate grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.